"Ciao, scrivo come studentessa di quinta superiore dell'I.P.S.S.A.R. di Falcade, scuola pessima che sta degenerando sempre di più.
Vorrei prima di tutto sottolineare la situazione della mia classe, che dovrà a giugno affrontare le prove ministeriali.
La classe è articolata in due corsi, a causa dei tagli e del numero di studenti presenti (in entrambi i corsi assieme, siamo una ventina); il problema non sta tanto nel fatto che si debba fare lezione assieme, ma nella discrasia presente tra i corsi stessi: gestione aziendale, cucina e sala.
Il problema, ancor più nel dettaglio, si presenta per la lingua inglese (possibile seconda prova di coloro che studiano gestione aziendale) che deve essere svolta assieme, nonostante le notevoli differenze tra i programmi. (gestione aziendale: lettere commerciali, marketing; cucina e sala: ricette, terminologia alberghiera, accoglienza clienti)
Lotteremo con il Dirigente Scolastico e con il Provveditorato di Belluno affinché ci venga inviato un docente in più, anche se il Preside ci ha liquidate con "non è colpa mia" e il Provveditorato con "Per così pochi studenti no."
Rammentiamo inoltre che siamo all'ultimo anno, e che è quindi un obbligo garantire sia la costituzione della classe che gli insegnanti necessari al conseguimento del diploma.
Anche gli studenti del corso di ristorazione hanno una seconda prova, e nel loro caso la lingua potrebbe essere tedesco o francese (a seconda della scelta effettuata in prima). Nel dettaglio, gli studenti che fanno francese sono 3, e il provveditorato ha negato l'insegnante.
Noi non vogliamo istruttori militari che ci insegnino ad uccidere, spendiamo invece i soldi delle tasse per pagare un paio di insegnanti in più in una scuola di montagna come la nostra, dove gli studenti sono pochi e non ci si può aspettare una classe di 40 persone.
Ma il fatto è che, sia il Dirigente che il Provveditore, hanno già conseguito il diploma, quindi per loro tant'è.
Noi, invece, dovremo affrontare una prova ministeriale, che non terrà conto della parte di programma che non riusciremo a studiare né delle difficoltà che abbiamo incontrato.
Vergogna!"
Amina
per gli Studenti dell'I.P.S.S.A.R. di Falcade
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mercoledì 29 settembre 2010
giovedì 15 aprile 2010
Sulla riforma: ieri, oggi e domani
Dato che la prima critica al Mancino Veneto è stata quella di non parlare abbastanza della Gelmy e le sue riforme, e dato che ho un po' di tempo, cercherò di mettere insieme quelli che ritengo i 4 elementi che stanno destrutturando la scuola pubblica, che sono: Decreti Gelmini, annunciati 2 anni fa, e in buona parte ancora bloccati, PDL Aprea, DDL Cazzola e riordino delle scuole superiori.
Ricordo prima di cominciare che in questo pezzo sto parlando in particolare delle mie impressioni e delle mie idee, basandomi su ciò che più mi è rimasto impresso del tema.
Due anni fa con l'avvento del Ministro della Pubblica Istruzione MariaStella Gelmini si è dato il via alla "riforma delle scuole" di cui si sentiva un grande bisogno. La politica adottata può basarsi sulla parola "risparmio": si è proceduto a tagliare di qua e dì sulla scuola, inizialmente su tutte, poi solo sulla pubblica, per la quale erano previsti 8 miliardi di euro in meno nei prossimi 3 anni. Già quest'anno il disastro: docenti e supplenti non pagati, assenza del materiale primario, riparazioni che non vengono effettuate, scandali di enormi vuoti nel bilancio di ogni scuola, dalle più prestigiose alle meno conosciute. Ed è solo l'inizio! I famossissimi decreti Gelmini che hanno intasato radio, tv e giornali portavano una serie di provvedimenti uno più grosso dell'altro: a cominciare dai grembiulini e il 5 in condotta, il maestro unico, fino al massiccio licenziamento di docenti e personale, giudicati "inutili". E pensare che l'Italia ha sottoscritto il 2° obbiettivo del millennio che si impegna a promuovere l'educazione primaria universale entro il 2015!
Dopodichè c'è stata la mazzata del PDL Aprea. Con due rapide mosse si promuoveva per eliminare la rappresentanza studentesca e privatizzare le scuole, un paio di procedimenti legati a doppio filo grazie al massiccio taglio di fondi di cui ho scritto sopra.
Queste proposte sono state congelate, ma non è ancora detta l'ultima parola.
Eccoci infatti quest'anno con il DDL Cazzola, che riporta l'obbligo scolastico ai 15 anni, permettendo magari di fare l'ultimo anno (quindi fino ai 16) di apprendistato, stage lavorativo. Naturalmente a gratis.
Un'altro tentativo di svalutare il valore della scuola e portarci a lavorare prima del dovuto dato il periodo di crisi in cui stiamo vivendo? A mio parere si. E sinceramente non ci sto.
L'ultima, il riordino delle scuole superiori. Licei stereotipati, appiattimento dell'offerta formariva, eliminazioni di attività extra, laboratori e di ogni peculiarità delle singole scuole. La questione mi tocca parecchio perchè frequento un liceo artistico sperimentale, unico nel suo genere, l'unico in italia, che dall'anno prossimo sarà una modica scuoletta che insegnerà ai suoi alunni "architettura e ambiente". Privandosi della varietà che finora l'aveva caratterizzato.
In poche parole ho cercato di riassumere il mio pensiero al riguardo, ma ci tengo a concludere così:
io credo nella scuola, credo nei giovani e nei mie coetanei, ma soprattutto credo nei ragazzi più piccoli, che se avranno le palle ne diranno tante al governo per questi provvedimenti, così tante che meriteranno la scuola migliore del mondo. Tutta l'Europa investe nella scuola, è uno dei settori più finanziato, mentre in Italia vi è destinata una parte così misera che sinceramente mi vergogno di promuovere il mio paese come il paese della cultura e dell'arte. Il Gran Capo discorre tanto della bellezza dell'Italia, del suo sole, ecc ecc, ma come pensa di reastaurare le sue belle opere chiudendo le due scuole di restauro più importanti del paese? Come pensa di salavare i paesaggi, la bellezza natuarale, finanziando il nucleare e la guerra? Come pensa di sconfiggere il cancro tagliando tutti i fondi per i ricercatori? E la crisi economica? Si esce dalla crisi senza cervelli preparati?
E' stato dimostrato statisticamente che quando uno stato finanzia l'istruzione il ritorno economico del paese sale a livelli esorbitanti.
Cosa aspettiamo a usare il cervello?
Spero di poter parlare di queste cose con voi, scrivete, commentate, criticate.
Ciao!
Ary
Studentessa di Padova
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martedì 23 febbraio 2010
12 marzo mobilitazione regionale a Padova
Pochi giorni fa la riforma Gelmini è stata approvata dal Governo, un Governo che ha voluto propinare a noi studenti il taglio degli indirizzi, degli insegnanti, delle ore di laboratorio, di 8 miliardi di fondi della scuola pubblica come un evento "epocale" per l'Italia.
Di epocale ci sono solo la devastazione selvaggia del diritto allo studio ed una scuola fondata sul principio del risparmio, dimostrando che il nostro futuro è trattato solo come una voce di bilancio superflua.
L'unico investimento che si vuole davvero fare è assicurarci un futuro di precarietà e di incertezza dove tutti noi veniamo messi l'uno contro l'altro, alimentando un sentimento di razzismo e xenofobia nei confronti di ciò che è "diverso" e quindi "pericoloso".
Noi crediamo invece che una società migliore sia possibile, partendo da una scuola di qualità. Una scuola che abbia finanziamenti adeguati per investire in strumenti e strutture adeguate per dare così a noi studenti la migliore istruzione e capacità critica possibile; per vivere questo mondo in piena coscienza e consapevolezza.
Ci sentiamo presi in giro quando vediamo pubblicizzati sui media quei "bulli" e quelle veline che vengono proposti come esempio della nostra generazione, ma che non ci rappresentano.
E' necessario ripartire, tutti insieme, per dimostrare che i giovani non sono degli stupidi lobotomizzati ma una risorsa vera, fondamentale per il Paese.
Il 12 marzo ci sarà una grande mobilitazione dei lavoratori in tutta Italia, anch'essi in condizioni molto pesanti visti i massicci licenziamenti che stanno mandando in rovina migliaia e migliaia di famiglie.
La crisi c'è, non è affatto finita. Quel giorno, il 12 marzo, scenderanno in piazza a Padova studenti da tutto il Veneto, insieme ai lavoratori, per urlare che noi non ci stiamo e vogliamo dire la nostra.
Una scuola migliore è un beneficio per tutti, un lavoro dignitoso è un diritto.
Tresca
Di epocale ci sono solo la devastazione selvaggia del diritto allo studio ed una scuola fondata sul principio del risparmio, dimostrando che il nostro futuro è trattato solo come una voce di bilancio superflua.
L'unico investimento che si vuole davvero fare è assicurarci un futuro di precarietà e di incertezza dove tutti noi veniamo messi l'uno contro l'altro, alimentando un sentimento di razzismo e xenofobia nei confronti di ciò che è "diverso" e quindi "pericoloso".
Noi crediamo invece che una società migliore sia possibile, partendo da una scuola di qualità. Una scuola che abbia finanziamenti adeguati per investire in strumenti e strutture adeguate per dare così a noi studenti la migliore istruzione e capacità critica possibile; per vivere questo mondo in piena coscienza e consapevolezza.
Ci sentiamo presi in giro quando vediamo pubblicizzati sui media quei "bulli" e quelle veline che vengono proposti come esempio della nostra generazione, ma che non ci rappresentano.
E' necessario ripartire, tutti insieme, per dimostrare che i giovani non sono degli stupidi lobotomizzati ma una risorsa vera, fondamentale per il Paese.
Il 12 marzo ci sarà una grande mobilitazione dei lavoratori in tutta Italia, anch'essi in condizioni molto pesanti visti i massicci licenziamenti che stanno mandando in rovina migliaia e migliaia di famiglie.
La crisi c'è, non è affatto finita. Quel giorno, il 12 marzo, scenderanno in piazza a Padova studenti da tutto il Veneto, insieme ai lavoratori, per urlare che noi non ci stiamo e vogliamo dire la nostra.
Una scuola migliore è un beneficio per tutti, un lavoro dignitoso è un diritto.
Tresca
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giovedì 14 gennaio 2010
Aperto un confronto con la Regione Veneto sul diritto allo studio
Il 13 gennaio l'Assessore regionale Elena Donazzan ha ricevuto alcuni studenti della Rete degli Studenti Medi per avviare un tavolo di confronto sul diritto allo studio. Le sono state portate le seguenti proposte concrete:
Edilizia Scolastica: Come studenti delle scuole superiori, ogni giorno viviamo la problematica di frequentare le lezioni in edifici in pessime condizioni, con barriere architettoniche e con locali inadatti a determinate finalità didattiche. In molti casi esistono ancora edifici dichiarati fuori norma, senza scale né uscite di emergenza, ed essi sono ancora in uso, per la totale mancanza di edifici alternativi già ristrutturati a norma di legge. Appare quindi evidente la necessità di un monitoraggio, esteso su tutto il territorio regionale, riguardante l'edilizia scolastica, così da segnalare alle istituzioni competenti i casi su cui intervenire. Chiediamo inoltre che la regione sia in prima linea per richiedere al ministero maggiori finanziamenti per le province, e che essa stessa investa finanziariamente su questo tema.
Alternanza scuola lavoro e terza area: Riconosciamo l'importanza del rapporto tra mondo della scuola e mondo del lavoro, in particolare in riferimento agli istituti tecnici e professionali e pensiamo che debba essere valorizzata. Denunciamo tuttavia come le forme di tutela degli studenti all'interno dei percorsi di ASL sia insufficiente e che le figure ad essa preposte possano ad ora svolgere un ruolo solamente limitato. Chiediamo la creazione di uno statuto specifico per gli studenti in stage, come carta fondamentale di riferimento per la loro tutela. Anche le opportunità fornite dalla terza area ci sono chiare. Rimane però un grande problema, ovvero quello dei finanziamenti. Molte classi si trovano infatti a non poter svolgere questa attività, che per gli istituti professionali risulta essere fondamentale, per la totale mancanza di fondi.
Comodato d’uso dei libri di testo: Il finanziamento di 700.000 euro erogato dalla regione per il comodato d'uso dei libri scolastica è un elemento molto importante per il diritto allo studio nella nostra regione. Vediamo però come nelle scuole non sia conosciuta questa opportunità. La regione dovrebbe svolgere, a nostro parere, un'ampia campagna informativa, in modo che questa diventi un'opportunità effettiva per tutti gli studenti del Veneto, e ampliare il finanziamento in questione.
Trasporti: Oltre all'esistenza di un buono regionale sui trasporti per gli studenti con basso reddito, la nostra proposta è di riuscire a creare un abbonamento regionale in accordo con ferrovie e i vari trasporti locali. Prendendo esempio dai buoni risultati di ciò che è stato fatto in Emilia-Romagna, si potrebbe, grazie ad un tavolo regionale tra tutti gli enti trasporti, a creare un abbonamento che comprenda una tratta ferroviaria in abbinata con i trasporti locali dei capoluoghi di provincia. Questo risolverebbe l'oneroso problema per gli studenti che abitano "fuori sede" di dover pagare due abbonamenti per raggiungere i luoghi di studio. Un abbonamento di questo tipo, agevolato dalla Regione, potrebbe a nostro parere comprendere degli sconti significativi per gli tutti gli studenti, arrivando ad avere una proposta che abbatta il muro della distanza dalla scuola, che è un vero e proprio ostacolo ad un vero diritto allo studio. Ovviamente un lavoro coordinato con tutti gli enti di trasporto nel Veneto può essere portato avanti ed agevolato solo tramite la Regione, che deve riuscire a fare sintesi dei vari interessi delle aziende interessate.
Dopo aver preso visione di queste proposte, l'Assessore Donazzan ci ha comunicato che nel breve periodo si attiverà per creare un tavolo di discussione con le Consulte Provinciali degli Studenti di tutta la Regione, istituzionalizzandolo e rendendolo permanente. Per quanto riguarda il tema dei trasporti, l'Assessore si è impegnata a continuare il dibattito e a portare avanti la nostra proposta di creazione di un abbonamento regionale, relativo sia ai treni che alle autocorse, con agevolazioni per gli studenti.
La speranza è che queste non siano solo parole, che le promesse dell'assessorato vengano mantenute entro la fine di questo mandato elettorale.
Edilizia Scolastica: Come studenti delle scuole superiori, ogni giorno viviamo la problematica di frequentare le lezioni in edifici in pessime condizioni, con barriere architettoniche e con locali inadatti a determinate finalità didattiche. In molti casi esistono ancora edifici dichiarati fuori norma, senza scale né uscite di emergenza, ed essi sono ancora in uso, per la totale mancanza di edifici alternativi già ristrutturati a norma di legge. Appare quindi evidente la necessità di un monitoraggio, esteso su tutto il territorio regionale, riguardante l'edilizia scolastica, così da segnalare alle istituzioni competenti i casi su cui intervenire. Chiediamo inoltre che la regione sia in prima linea per richiedere al ministero maggiori finanziamenti per le province, e che essa stessa investa finanziariamente su questo tema.
Alternanza scuola lavoro e terza area: Riconosciamo l'importanza del rapporto tra mondo della scuola e mondo del lavoro, in particolare in riferimento agli istituti tecnici e professionali e pensiamo che debba essere valorizzata. Denunciamo tuttavia come le forme di tutela degli studenti all'interno dei percorsi di ASL sia insufficiente e che le figure ad essa preposte possano ad ora svolgere un ruolo solamente limitato. Chiediamo la creazione di uno statuto specifico per gli studenti in stage, come carta fondamentale di riferimento per la loro tutela. Anche le opportunità fornite dalla terza area ci sono chiare. Rimane però un grande problema, ovvero quello dei finanziamenti. Molte classi si trovano infatti a non poter svolgere questa attività, che per gli istituti professionali risulta essere fondamentale, per la totale mancanza di fondi.
Comodato d’uso dei libri di testo: Il finanziamento di 700.000 euro erogato dalla regione per il comodato d'uso dei libri scolastica è un elemento molto importante per il diritto allo studio nella nostra regione. Vediamo però come nelle scuole non sia conosciuta questa opportunità. La regione dovrebbe svolgere, a nostro parere, un'ampia campagna informativa, in modo che questa diventi un'opportunità effettiva per tutti gli studenti del Veneto, e ampliare il finanziamento in questione.
Trasporti: Oltre all'esistenza di un buono regionale sui trasporti per gli studenti con basso reddito, la nostra proposta è di riuscire a creare un abbonamento regionale in accordo con ferrovie e i vari trasporti locali. Prendendo esempio dai buoni risultati di ciò che è stato fatto in Emilia-Romagna, si potrebbe, grazie ad un tavolo regionale tra tutti gli enti trasporti, a creare un abbonamento che comprenda una tratta ferroviaria in abbinata con i trasporti locali dei capoluoghi di provincia. Questo risolverebbe l'oneroso problema per gli studenti che abitano "fuori sede" di dover pagare due abbonamenti per raggiungere i luoghi di studio. Un abbonamento di questo tipo, agevolato dalla Regione, potrebbe a nostro parere comprendere degli sconti significativi per gli tutti gli studenti, arrivando ad avere una proposta che abbatta il muro della distanza dalla scuola, che è un vero e proprio ostacolo ad un vero diritto allo studio. Ovviamente un lavoro coordinato con tutti gli enti di trasporto nel Veneto può essere portato avanti ed agevolato solo tramite la Regione, che deve riuscire a fare sintesi dei vari interessi delle aziende interessate.
Dopo aver preso visione di queste proposte, l'Assessore Donazzan ci ha comunicato che nel breve periodo si attiverà per creare un tavolo di discussione con le Consulte Provinciali degli Studenti di tutta la Regione, istituzionalizzandolo e rendendolo permanente. Per quanto riguarda il tema dei trasporti, l'Assessore si è impegnata a continuare il dibattito e a portare avanti la nostra proposta di creazione di un abbonamento regionale, relativo sia ai treni che alle autocorse, con agevolazioni per gli studenti.
La speranza è che queste non siano solo parole, che le promesse dell'assessorato vengano mantenute entro la fine di questo mandato elettorale.
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